CONDOMINIO BELVEDERE
SCHEDA DEL LIBRO:
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2022
CASA EDITRICE: NEROSUBIANCO
PAGINE: 283
COSTO: € 15,00
CONTENUTO: Romanzo unico
ALTRO: Disegno di copertina del maestro Paolo Bertello
Paragrafo Primo
“QUANDO LE COSE NON SMETTONO DI CAPITARE”
1.
- Lei lo sa!!...Lei dentro di sé lo sa che ha fatto un affare!!! Proprio ora, accettando questa offerta, apponendo la sua firma…Lei lo sa per certo che ha fatto un affare…-
L’agente immobiliare sorride viscidamente: tutto in lui è mellifluo, sgocciolante, è come se lasciasse pezzi di sé ovunque. I capelli corvini e lisci, traboccanti pasta gelatinosa con effetto bagnato sembra debbano liquefarsi da un momento all’altro, formando per terra una piccola pozza d’asfalto caldo. La pelle del volto è ricoperta da uno spesso strato di sostanza polverosa e marroncina, che con l’aumentare della sudorazione luccica sempre più.
In effetti, tuttavia, Amedeo sta comprando un appartamento, non facendo un casting per qualche produzione cinematografica, l’aspetto del venditore è un dettaglio.
Però non ci riesce!
Quella camicia con i bottoni (Ahh! I bottoni!!!!) rettangolari, i polsini con il risvolto interno quadrettato di fucsia, non può che averla comprata dai cinesi. Proprio non gli riesce di apprezzare quell’essere umano che ha di fronte.
- Si guardi attorno - continua l’agente sbracciandosi in larghi gesti descrittivi -…ammiri l’ampiezza dei vani: la luce!... - pronunciando questa parola pare che egli stesso sia invaso, rapito, trasceso da un potente fascio luminoso.
“Se non smette subito di parlare…” pensa Amedeo “Cosa? ...” il pensiero è completato da una sottile vocina interiore, voce che conosce molto bene: è quella di sua moglie!
Oramai “l’affare” è fatto.
Ormai è solo una formalità burocratica, roba da notai ed impiegati di banca: il danno è irreparabile.
…ma poi pensiamoci sopra per qualche istante ancora: un condominio di soli 6 piani, al giorno d’oggi, in cui abitano solo 6 famiglie…- ogni numero è accompagnato dal contributo filmato delle mani che ne sottolineano l’importanza - …tutte rispettabili, gente davvero per bene. Inoltre, e non c’è bisogno di sottolinearlo…. - e qui l’espressione dell’Agente Immobiliare diventa faunesca, diabolica, quasi sadico-perversa - …ciò che entrambe sappiamo e che costituisce il vero sur-plus di questa transazione…- si prende ancora un secondo per guardarlo dal basso verso l’alto, come per avere conferma dell’inevitabile assenso che ne conseguirà -…è la presenza nello stabile di quella santa donna della Signora Florina, sua suocera. Che…-Il cellulare comincia a suonargli nel taschino della giacca, interrompendo provvidenzialmente l’ultima parte del concetto, Amedeo ringrazia il cielo non avrebbe retto ancora a lungo.
Finalmente può guardarsi attorno, inosservato: osservare!
L’appartamento, bisogna ammettere, corrisponde alla descrizione dell’Agente “Vermesco”.
Duecento metri quadrati di spazio, di luminosità, salotto enorme, cucina gigantesca, tre ampie camere da letto, due bagni: l’ideale per una famiglia numerosa come la sua.
Approfittando della distrazione del venditore, prende sottobraccio sua moglie e la conduce su uno dei due enormi balconi: - Sei sicura? - le domanda conoscendo già la risposta
- Certo…la casa in cui abitiamo ora è troppo piccola e lo sai, anche per i tuoi spazi, dobbiamo trasferirci qui, vedrai, mia madre è molto impegnata con le sue cose, la sua vita, non ci darà fastidio -
Amedeo fa un respiro profondo, quando la moglie usa quel tono di voce significa: decisione irrevocabile, la più conveniente, l’unica!
A lui piace dove abitano attualmente, un piccolo paesino, un villaggio chiuso da una lunga cancellata, fatto di villette a schiera, ognuna con il suo giardino ed un enorme parco comune alle spalle. Al suo interno, asili nido, scuola elementare, un piccolo supermarket: un mini – mondo!
È vero, l’abitazione in sé è troppo piccola per due adulti e tre bambini, non avrebbe mai potuto ricavarsi uno spazio fisico esclusivamente per sé, e crescendo i ragazzi avrebbero avuto bisogno di maggior spazio. Però è una delle case dei suoi genitori, dove lui stesso ha trascorso parte della sua adolescenza, ci sono ricordi appiccicati ai muri, agli alberi del parco, agli antri nascosti in cui si è appartato con le sue prime fidanzatine. Soprattutto ci sono Silenzio e Buio durante la notte!!!
Un silenzio totale, una volta spente le luci, non serve nemmeno abbassare le persiane, un fitto manto nero entra prepotentemente in casa. E l’unico suono udibile sono i latrati di cani lontani e gli insetti che ronzano nel parco, praticamente silenzio assoluto.
La casa che sta per comprare invece si affaccia su uno dei corsi più trafficati di Rivoli, Corso Susa: un delirio stradale pensato e costruito da un evidente squilibrato mentale, che di viabilità funzionale non ha nemmeno mai sentito chiacchierare. Una corsia per senso di marcia per attraversare tutta la cittadina fiancheggiando caserme di militari, grandi supermercati e piccoli Discount, pizzerie, locali notturni, la biblioteca comunale, e innumerevoli abitazioni private. Praticamente un traffico inesauribile di mezzi motorizzati a qualsiasi ora del giorno e della notte, che creano un sottofondo patinoso e costante che sovrasta le parole, persino il volume della televisione va tenuto quasi al massimo altrimenti non si capisce nulla.
Già prevede un potente abbassamento delle capacità uditive di tutta la famiglia: nell’arco di pochi anni sarebbero diventati tutti mezzi sordi senza accorgersene, avrebbero tutti parlato ad un volume leggermente più alto di quello attuale, ed alla fine il traffico li avrebbe sconfitti. Non lo avrebbero sentito più, il cervello l’avrebbe dato per scontato, e quelle poche volte che si fossero trovati in montagna o al mare circondati dal silenzio e costretti a dormirci, l’avrebbero trovato insopportabilmente…silenzioso.
Amedeo è percorso da un lungo brivido, senza accorgersene stringe la mano di sua moglie, che lo guarda stranita e si sfila dalla presa. Ma il dettaglio che più lo terrorizza è proprio il sur – plus, come l’ha definito l’agente immobiliare: sua suocera!
La moglie non ha tutti i torti, ad oggi risulta essere persona molto impegnata e poco presente, ma Amedeo sa che il tempo non sta solo nell’oggi.
Uno dei suoi hobby è quello di immaginarsi il futuro, di anticiparlo quasi come fosse un film arrotolato che riesce a sciogliere nella mente, il lungometraggio che sta osservando ora gli dice che non sarà sempre: oggi!
Sospira alzando da solo gli occhi al cielo, si sente in gabbia, ma non sa e in definitiva non vuole scappare.
La gabbia è costruita attorno ad alcune questioni: la prima è che sua suocera ha sempre abitato nella casa che sta per diventare sua, per consentire loro di andarci ad abitare ha pensato bene di comprarsi i locali della ex-portineria, due stanzette sbalzate su due piani con la camera da letto posta al livello delle cantine, raggiungibile unicamente da una scala a chiocciola di ripidità impressionante…non sarà sempre oggi!
“Sei l’unico essere umano di sesso maschile che è riuscito a buttar in cantina la suocera e a prendergli la casa” gli ha già fatto notare lei, ovviamente scherzando, ed accompagnando quella frase orribile con ampi sorrisi in occasione di una cena in famiglia. Il secondo muro della gabbia è un muro portante, di cemento armato: sua suocera è anche l’amministratore del condominio!!!
Non è un dettaglio di poco conto.
I pochi amici cui ha raccontato cosa sta per capitargli, prima si sono guardati in faccia tra loro, dopodiché sono scoppiati tutti in fragorose nonché beffarde risate, sincere risate. Gli estranei, con cui gli è accaduto di parlarne hanno sorriso sotto i baffi battendogli sonore pacche sulle spalle, ripetendo praticamente la stessa frase: Auguri amico mio non ti invidio!!!
- …scusate, ma era il direttore dell’Agenzia e non potevo non rispondere… - L’agente Vermesco, interrompe bruscamente i pensieri di Amedeo, impedendo loro di trasformarsi nelle solite paranoie. Stringe ancora il cellulare nella mano sinistra e fa più fatica a sorridere, forse la telefonata non gli ha portato buone notizie, sembra più nervoso, più frettoloso. Amedeo se ne compiace, la tortura durerà meno.
- … cosa stavamo dicendo… ah sì, la signora Florina…Santa donna…ad ogni modo voglio sentire lei, cosa ne pensa, cosa gliene pare, ha qualcosa da chiedermi? -
L’agente Vermesco pronuncia le ultime parole ritrovando il ghigno strafottente, Amedeo si sente di nuovo a disagio “qualcosa da chiedermi”, sapendo benissimo che è stato tutto già deciso, che la sua parte consiste nel dire semplicemente si, e mettere la firma sugli assegni che pagheranno la metà del costo dell’appartamento. Eppure, decide di sorprenderlo, di parlare quando ci si sarebbe aspettati un mutismo rassegnato e responsabile.
- Mah… in effetti qualcosa da dire l’avrei…- L’agente immobiliare resta incollato nel suo sorriso, non se l’aspettava, ma riesce a non scomporsi, forse la sua mente è ancora alla telefonata, invece sua moglie si volta di scatto verso di lui e spalanca la bocca incredula. Non cerca nemmeno un sorrisetto di circostanza.
E Amedeo pensa: “…ma secondo lei era proprio necessario passare attraverso l’agenzia? non ci si poteva accordare privatamente? proprio poiché si tratta della madre della madre dei miei figli, bastava andare davanti al notaio e accordarsi sul prezzo, che bisogno c’era di chiamarvi? farvi fare la valutazione all’attuale prezzo di mercato, pagarvi la commissione… c’è sempre bisogno di un tecnico…capisco che lei non avrebbe lavorato, ma onestamente che senso ha la sua presenza qui? Conosco la casa di mia suocera, ci sarò stato cento volte a cena, sin da prima che nascessero i bambini, non trova”
E invece dice:
- Butteremo giù qualche muro e cambieremo il colore delle pareti, lei che ci lavora in questo campo, ha dei suggerimenti particolari, dato che la casa si presta a diverse interpretazioni? - L’Agente Vermesco infila il cellulare nella tasca dei pantaloni con un movimento rapido e consueto, decide di non rispondere ad Amedeo, come fa sempre in queste occasioni si rivolge direttamente a chi comanda, nella fattispecie la moglie.
Delia dal canto suo tira un sospiro di sollievo, per un attimo ha pensato che Amedeo avesse intenzione di investire quel ragazzotto con uno dei suoi fiumi di parole e ragionamenti senza né capo né coda.
- Bene, Amedeo, se è tutto, direi che possiamo andare a recuperare i bimbi da mia madre prima che le smontino definitivamente la casa…- dice sorridendo al marito ed al venditore.
- Sì, certamente, senta…per i dettagli tecnici passo io in agenzia oggi pomeriggio, le va bene verso le 15,00?? –
- Certo Signor Taiugi, mi farò trovare di sicuro…bene, è stato un piacere avere a che fare con la vostra famiglia… come sempre! Salutate la Signora Florina, non voglio disturbarla mentre ha tre bambini da guardare. –
Sorride ancora e scatta verso la porta con sgambettio frenetico, talmente veloce che parte della gelatina per capelli non riesce a stargli dietro e resta sospesa, spumosa, nell’aria retrostante.
Amedeo continua a guardarsi attorno, cerca di non incontrare in nessun modo lo sguardo di Delia, di dare l’impressione che tutto scorra nella norma, che poi è il principale obiettivo in vita di sua moglie e della di lei famiglia: la Norma, decisamente con la “N” maiuscola!
Poiché le persone sanno differenziarsi con sfaccettature impensate, Amedeo ha sempre teso a portare sé stesso oltre la normalità, oltre la media, che ci sia o meno riuscito. Ha sempre vissuto come “cosa da cui fuggire” l’essere inquadrati nelle categorie: “uno come tanti”, “uno normalmente nella media”.
Sua moglie Delia invece, più volte si è dichiarata orgogliosa di essersi sempre ritenuta normale, una tra le tante, senza particolari eccezionalità. Questa cosa basisce Amedeo, ma nel tempo ha, non solo imparato a conviverci, ma persino accettato il fatto che può essere vero, e che non è solo un pudore per dimostrare il contrario, e nemmeno per farselo dire dagli altri, il contrario.
-…adesso basta Lorenzo, Elio: lo vado a dire a papà!!!! Bastaaaaa!!!!!-
La voce di sua figlia Rebecca rimbomba di colpo per tutta la tromba delle scale.
La tonalità acutamente infantile si amplifica nell’eco dei pianerottoli, rimbalzando velocemente di piano in piano, non lascia margine al dubbio.
Il seguito è scontato, ci si potrebbe scommettere la liquidazione di un’intera vita di lavoro, la prossima parola che risuonerà con altrettanta enfasi sarà….
- Papàààà!!!!! -
Amedeo sorride subito prima di rispondere, se lo aspettava, Delia invece sbuffa d’impazienza e frustrazione, si volta di scatto verso di lui e sibila con un filo di voce a labbra strette:
- Se non li viziassi appena puoi, se li avessi lasciati emancipare come ti ho sempre detto io, se non fossi presente anche quando si puliscono il culo, non ti chiamerebbero ogni tre minuti…ti rendi conto che così non crescono, che non sei per niente educativo: devono fare da soli, sbagliarsi, provare e riprovare, lo sai o no??? Certo che lo sai ma te ne freghi, anzi te ne sbatti le balle!!!….-
Ed ecco che “la Norma” ha trovato il suo benservito. Ed ecco che nella dimensione privata i sorrisi, il bon-ton, la forma, la gentilezza, la gradevolezza esibita si squagliano come neve in forno.
Amedeo smette di sorridere affrettandosi verso le scale, quando passa di fianco alla moglie le dà una sonora pacca sul sedere, indugiando abbondantemente con la mano nella morbida sensualità delle sue carni. Ben sapendo che quel gesto, in quel preciso momento l’avrebbe vieppiù indispettita.
Tuttavia, senza badare alle reazioni di Delia in pochi istanti è già a metà rampa, dove sua figlia lo attende con le braccia sui fianchi ed una espressione parecchio alterata in viso.
Rebecca ha quasi nove anni, è la più grande dei suoi tre figli: l’unica femmina.
Fino a quando è stata figlia unica era una bimba pacifica, serena.
.......
